il problema etico
La situazione del lavoratore cinese varia molto a seconda della regione che si visita e, all’interno delle regioni, delle città o dei distretti che si intende osservare. In linea di massima, il lavoratore medio, quello che si incontra sull’autobus o a fare shopping, ha una settimana di vacanza al mese e lavora tra le otto e le dodici ore al giorno. L’ambiente di lavoro è spesso relativamente degradato, secondo quello che siamo abituati a vedere in Italia, ma è una conquista per quello cui sono abituati i cinesi. L’organizzazione del lavoro è spesso molto interessante, e perfino evoluta rispetto alla nostra: nelle fabbriche cinesi è largamente incoraggiata la socialità, e si fanno frequenti pause, per cui non è insolito vedere gli impiegati che giocano a basket nel cortile durante la pausa di lavoro.
La retribuzione è certamente molto bassa rispetto a quello che è il costo della vita per un europeo, ma se si pensa che al 90% l’impiegato cinese riceve vitto e alloggio gratis dalla fabbrica, e che in ogni caso un affitto per una casa normale si aggira intorno ai 30 euro/mese, si capisce che quello che si vive in Cina, in questo momento, è un vero boom economico e non un disastro umanitario come alcuni ci vogliono far credere per alimentare le nostre paure.
Noi non intendiamo giudicare la situazione nel suo complesso, perchè essa è così complicata da lasciar spazio a tutte le opinioni. Quello che possiamo fare è però rassicurare l’investitore che si rivolge a SpeedySTEP sul fatto che i nostri partner adottano tutti, dal primo all’ultimo, una politica di assoluta ragionevolezza verso i propri lavoratori. E noi lo vediamo presidiando le fabbriche, intervistando i lavoratori, e chiedendo continuamente garanzie al management locale.
